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Rigetto degli Impanti Dentali | Studio Dentistico Di Caprio

Rigetto degli impianti: perché succede?

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Rigetto degli impianti: scopri perché accade? In che particolari situazioni accade? Si tratta di un rigetto o di un insuccesso della terapia dal primo momento?

L’inserimento degli impianti in un osso mascellare porta con se una grande incognita per paziente ed odontoiatra: riuscirà l’impianto ad osteointegrarsi, ovvero a connetttersi intimamente e diventare un tutt’uno con l’osso che lo circonda? Ed infine a rimanere osteointegrazione nel tempo? Scopri me possibili cause del Rigetto degli Impienti

Rigetto degli impianti: è possibile stabilire a priori se il singolo impianto si osteointegrerà o meno o sarà perso o meno?

Nella realtà clinica, esistono fattori di rischio che possono comportare il “rigetto” di un impianto sin dall’inizio (quindi una mancanza di osteointegrazione) o secondaria (ovvero una perdita di osteointegrazione già avvenuta) che vanno attentamente valutati dal clinico prima di proporre ad un paziente questo tipo di trattamento per sostituire uno o più elementi mancanti. Tuttavia non è possibile stabilire a priori se il singolo impianto si osteointegrerà o meno o sarà perso o meno, anche se la presenza di più fattori di rischio in un paziente può e deve orientare il medico verso terapie alternative a quella implantare.

Rigetto degli impianti: CASO 1 – completa mancanza di osteointegrazione si dall’inizio

Innanzitutto analizziamo i due casi distinti separatamente, quindi parleremo in primo luogo della completa mancanza di osteointegrazione si dall’inizio. In questo caso, infatti, i processi di guarigione dell’osso non riescono a produrre tessuto adeguato al sostenimento dell’impianto a causa di alcuni eventi che possono interferire con questo processo come ad esempio una contaminazione batterica, la necrosi ossea intorno all’impianto dovuta ad un serraglio eccessivo della vite, ma anche fattori come il fumo ed il diabete possono impedire la formazione di tessuto osseo adeguato al sostegno dell’impianto.

Rigetto degli impianti | Studio Dentistico Di Caprio Casavatore

Rigetto degli impianti: CASO 2 – perdita dell’attacco tra osso ed impianto precedentemente avvenuto

Nel secondo caso, invece, quando si perde l’attacco tra osso ed impianto precedentemente avvenuto, solitamente siamo di fronte ad un quadro di perimplantite ovvero l’infiammazione dei tessuti che circondano l’impianto, dovuta alla contaminazione batterica. L’evento infettivo può prendere il sopravvento o a causa di fattori predisponenti soggettivi, come per esempio la presenza di una flora patogena particolarmente aggressiva, presenza di difese immunitarie non efficaci, oppure a causa di fattori locali come la presenza di un restauro protesico non congruo, sollecitazioni meccaniche anomale a carico dell’impianto, cattiva Igiene Orale, ed altro.

Rigetto degli impianti | Studio Dentistico Di Caprio

Rigetto degli impianti: quali sono i sintomi della perdita di un impianto?

Solitamente i sintomi della perdita di un impianto sono la mobilità dell’elemento a cui può accompagnarsi o meno il dolore. Infatti anche se una lieve mobilità del dente naturale può considerarsi fisiologica, l’impianto invece non si muove affatto. Tuttavia quando si manifesta la mobilità di una corona protesica sostenuta da un impianto bisogna fare una diagnosi differenziale, in quanto molto spesso tale mobilità può essere dovuta alla perdita del serraggio dell’abutment (ovvero il moncone metallico) che si avvita nell’impianto. In ogni caso tale mobilità dovrà essere corretta per evitare che le vibrazioni anomale trasmesse alla vite possano compromettere la sopravvivenza dell’impianto.

Rigetto degli impianti: potrebbe esserci una predisposizione genetica alla non osteointegrazione degli impianti?

Anche se la perdita di un impianto è da considerarsi come il fallimento della terapia implantare, non è detto che il paziente sia “predisposto” alla non osteointegrazione degli impianti. Infatti non è detto che in altri siti non sia possibile inserire pilastri implantari con successo o che, una volta analizzate ed escluse le cause dell’insuccesso non sia possibile ottenere l’osteointegrazione.

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Dott.ssa Maria Patrizia Di Caprio

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